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Carta SisalPay: l’evoluzione della specie

23 Dicembre 2019

Ci sono start up che nascono dal nulla e diventano realtà di successo, ci sono imprese che fioriscono all’interno di aziende già affermate e crescono fino a eguagliarne i risultati. Se non addirittura a superarli. È il caso di SisalPay, nata da costola del gruppo Sisal, che in soli dieci anni è arrivata a essere tra i leader del settore dei pagamenti nel nostro Paese. Merito di una spiccata attenzione ai bisogni degli utenti, che ha permesso al gruppo di muoversi con anticipo nello sviluppo del canale di prossimità, oggi un punto di riferimento nelle transazioni degli italiani. Sotto la guida del Ceo Emilio Petrone – manager arrivato in Sisal nel 2008 dopo esperienze, anche oltreoceano, in aziende come Mattel, Sara Lee Corporation, Unilever e Ferrero – il brand SisalPay ha vissuto un’età dell’oro, registrando una crescita annua del 22% (da 1,4 miliardi di euro di transato nel 2008 a 10,2 miliardi nel 2018), creando un business indipendente, centinaia di opportunità di lavoro e oltre 500 prodotti e servizi per i cittadini. Senza dimenticare la partnership con i singoli esercenti, che gli ha permesso di creare una solida rete di 40 mila punti vendita, capace di colmare quel vuoto di servizi andatosi a creare con la riduzione delle filiali bancarie e postali sul territorio.

Negli anni il brand ha conquistato la fiducia di oltre 15 milioni di persone ed è lo stesso Ceo a ripercorrerne le principali tappe evolutive: «In dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per gli italiani alle prese con i pagamenti di tutti i giorni. Abbiamo creato da subito una rete capillare per servire al meglio il consumatore, senza farlo deviare dalle sue abitudini», come assolvere alle incombenze quotidiane andando contemporaneamente a prendere un caffè al bar, portando in Italia quel modello statunitense del one-stop-shop  fino a poco tempo fa estraneo a una cultura abituata agli orari degli sportelli bancari.

«La distribuzione fisica è stata un primo tassello, al quale si sono aggiun­ti altri filoni importanti di espansione, come quello digitale su cui stiamo inve­stendo molto, o quello dell’offerta, con accordi che ci hanno permesso di am­pliare i servizi a disposizione», aggiun­ge Petrone. «Anche il marketing e la co­municazione hanno da sempre un ruolo cruciale per poter dialogare con il clien­te e creare un legame, perfino emotivo, che oggi ci porta a essere uno degli at­tori leader che guidano il mercato». Il primato di questo brand, oggi il più co­nosciuto nel canale di prossimità, non può essere stato conquistato solo attra­verso un attento lavoro di comunicazio­ne (che di recente ha portato anche a un restyling grafico), ma anche alla pub­blica utilità e semplicità d’uso dei servi­zi offerti. Non a caso SisalPay risulta es­sere il canale preferito dagli italiani per dialogare con la Pubblica Amministra­zione: oltre un pagamento su quattro (il 28%) avviene sulla rete SisalPay.

Sono più di 200 milioni le transazioni che pas­sano annualmente dai canali fisici e digitali di questa ex start up, che ha con­tribuito nel suo complesso a cambiare le abitudini di acquisto, dal contante a strumenti tracciabili, raggiungendo un volume di transazioni tramite moneta elettronica superiore al 30% del totale.  Forte di questa rete fisica e digitale, per SisalPay era arrivato il momento di crea­re un ibrido, un prodotto che potesse es­sere utilizzato sia sul canale fisico – il ne­gozio sotto casa – sia su quello online. Da qui la decisione di lanciare una carta prepagata a brand SisalPay, contactless e dotata di Iban, con i costi più vantaggio­si del canale di prossimità. 

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